La Moschea di Cordoba – i monumenti di Cordoba

Uno dei monumenti più importanti dell'Andalusia e dell'intera Spagna, la Moschea di Cordoba è una tappa davvero imperdibile.

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La moschea-cattedrale di Cordoba (in spagnolo: Mezquita-Catedral de Córdoba), conosciuta anche come la Grande Moschea di Cordoba, è la cattedrale cattolica della diocesi di Cordoba dedicata all’Assunzione della Vergine Maria. Si trova a Cordoba, nella regione spagnola dell’Andalusia, ed è considerata come uno dei monumenti più completi di architettura moresca.

Il sito fu originariamente costruito dai Visigoti come la Basilica cattolica di San Vincenzo di Lérins. Quando i musulmani conquistarono la Spagna nel 711, la chiesa fu divisa in due metà: musulmana e cristiana. Questa disposizione durò fino al 784, quando la parte cristiana venne acquistata dall’emiro Abd al-Rahman I, che poi procedette a demolire l’intera struttura e a costruire la Grande Moschea di Cordoba su quel terreno. Cordoba tornò cristiana nel 1236 durante la Reconquista, e l’edificio venne convertito in una chiesa cattolica romana, grazie all’inserimento di una cattedrale rinascimentale nel 16° secolo.

Fin dai primi anni 2000, i musulmani spagnoli hanno fatto pressioni sulla Chiesa cattolica romana per avere il permesso di pregare nella cattedrale. Questa campagna musulmana è stata respinta in diverse occasioni, sia da parte delle autorità ecclesiastiche in Spagna che dal Vaticano.

L’edificio è notevole per la sua sala delle arcate, con 856 colonne di diaspro, onice, marmo e granito, realizzate con pezzi del tempio romano, che occupava il sito in precedenza, così come con parti di altri edifici romani distrutti, come ad esempio l’anfiteatro Mérida. I doppi archi erano una novità nell’architettura dei tempi, permettendo soffitti più alti di quanto sarebbe stato altrimenti possibile con le tradizionali colonne relativamente basse. I doppi archi consistono di un arco a ferro di cavallo inferiore e un arco semicircolare superiore, e si alternano tra bianchi e rossi, ispirati da quelli della Cupola della Roccia e alla cattedrale di Aquisgrana, costruiti quasi nello stesso periodo. Gli archi a ferro di cavallo erano noti nella penisola iberica dalla tarda antichità, come si può vedere dalla “Estela de los Flavios”, risalente al terzo secolo ed esposta nel museo archeologico di León.

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